L'azienda: Westrock Vicenza

Progetto
per la realizzazione di un “corporate storytelling” fotografico relativo allo stabilimento in Via Monte Tomba 28/A Romano d'Ezzellino (VI) WestRock Vicenza, lavorazione materie plastiche nel dettaglio, spruzzatori per prodotti detergenti


Cos'è
Lo storytelling fotografico costituisce sia un'azione di marketing interno che commerciale, rivolto quindi sia ai dipendenti di WestRock che alle aziende clienti.

Cosa si propone di ottenere
L'obiettivo principale dello storytelling è rendere evidenti e immediatamente percepibili e constatabili i valori derivanti dalla mission aziendale:
INTEGRITA' – RISPETTO - RESPONSABILITA' – ECCELLENZA
Un ulteriore obiettivo è anche essere quello di svelare il fascino che risiede in una produzione industriale di eccellenza, ben lontana dai comuni stereotipi legati alla “catena di montaggio”.
Una produzione che riguarda un prodotto così diffuso e di uso tanto comune da non essere notato se non quando si rompe e va sostituito, ma che per i suoi molteplici utilizzi, è entrato a far parte della vita di milioni di persone in modo assolutamente positivo rappresentando per molti un reale motivo di affezione.
Attraverso lo storytelling si può anche rendere facilmente percepibile quanto sia elevato il valore che l'azienda attribuisce alla singola persona, cosa per nulla scontata nel mondo del lavoro.

Come realizzarlo
Mediante una pubblicazione cartacea (da cui ricavare pannelli per fiere o mostre permananti in azienda) contenente un lavoro di narrazione dell'azienda svolto tramite immagini fotografiche che trattano argomenti che vanno dalla componente tecnologica a quella umana, sino al prodotto finito transitando attraverso le varie fasi con una particolare attenzione verso le tematiche decisionali e i metodi di problem solving.
Il tutto con una qualità fotografica ed un taglio che consenta di avere in un solo prodotto sia uno strumento di marketing sia una mostra fotografica a tema.

La struttura del progetto: la narrazione
Il metodo narrativo prende avvio con l'umanizzazione del prodotto raccontando le persone che lo utilizzano, rendendone immaginabile l'aspetto fisico caratterizzante ed i suoi tratti come la personalità, il vissuto interiore, i sogni.
Attraverso questa fase si ottiene la stimolazione della fantasia del potenziale fruitore della narrazione, portandolo in una dimensione dove attorno al prodotto si costituisce un significato che va oltre il mero utilizzo del prodotto, in quanto esso viene collocato all'interno di storie di vita reale.
Brevi racconti quindi, collegati sempre e comunque a situazioni positive per stimolare il sogno e l'immaginazione, utili per controbilanciare un ambiente (fabbrica) ed un prodotto (vaporizzatore) che vengono spesso intesi come privi di reali emozioni positive.
Dalle storie di apertura si entra nell'Azienda attraverso la descrizione dei vari reparti, dagli uffici alla produzione.
Sempre guidati dalle persone, dai loro volti e dalle loro storie ma con uno stile di racconto più tecnico, che per mantenere elevata l'efficacia del lavoro viene sempre affiancato al lato emozionale, inserendo quindi sguardi e gesti delle persone come particolari istantanee di vita, il tutto per rendere esplicito il reale clima umano presente.

Effetti collaterali
Tra quelli che chiamo “effetti collaterali” vi è la comprensione da parte del pubblico che “una fabbrica è fatta di persone” e che quando si parte da questo presupposto e lo si tiene costantemente presente si ottengono pregevoli risultati sia in termini economici che di qualità della vita.

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